Ora che è tutto finito, che un brutto periodo è alle spalle, che mi sento la testa 20 kg più leggera, e che ho smesso di non vivere, finalmente sorrido di nuovo con naturalezza. Sono di nuovo felice, forse lo sono stato anche in questi ultimi 3 mesi, e semplicemente non ne me sono accorto, ma ora mi sento di nuovo di sorridere alla vita, e anche questo piccolo post insignificante mi sembra qualcosa di bello. Il merito è anche TUO che mi fa disperare e tornare a sorridere, con piccole e semplici parole, con i tuoi sguardi e i tuoi gesti che tornano a volermi bene. Non ho certezze ma mi sento felice lo stesso, ritorno a vivere pensando al presente, tenendo bene in mente il passato ma senza voler conoscere il futuro, ciò che mi aspetta dipenderà da cosa sto facendo, quindi meglio concentrarsi nel vivere!
giovedì 4 dicembre 2008
sabato 1 novembre 2008
giovedì 28 agosto 2008
Nella mia ora di libertà
di un secondino non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia ora di libertà
se c'è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione.
È cominciata un'ora prima
e un'ora dopo era già finita
ho visto gente venire sola
e poi insieme verso l'uscita
non mi aspettavo un vostro errore
uomini e donne di tribunale
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci sono stare.
Fuori dell'aula sulla strada
ma in mezzo al fuori anche fuori di là
ho chiesto al meglio della mia faccia
una polemica di dignità
tante le grinte, le ghigne, i musi,
vagli a spiegare che è primavera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera
e poi lo scanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera.
Tante le grinte, le ghigne, i musi,
poche le facce, tra loro lei,
si sta chiedendo tutto in un giorno
si suggerisce, ci giurerei
quel che dirà di me alla gente
quel che dirà ve lo dico io
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio.
Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.
E adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual'è il crimine giusto
per non passare da criminali.
C'hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.
Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiamo deciso di imprigionarli
durante l'ora di libertà
venite adesso alla prigione
state a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un'altra volta
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.
Nella mia ora di libertà-Fabrizio De Andrè
lunedì 18 agosto 2008
L'estate è la mia stagione preferita, mi piace lamentarmi per il caldo, stendermi all'ombra per lunghe riflessioni, e poi il sole e il mare portano felicità nelle mie giornate. Devo ammettere però che proprio questo periodo dell'anno nasconde molti pericoli, la calura può portare stress alla testa, e in alcuni casi le cervella friggono come uova in una colazione anglosassone.
Voglio incolpare l'estate particolarmente calda per comprendere cosa sta accadendo al numerosi primi cittadini del nostro Bel Paese, incoraggiati dal decreto sicurezza del leghista Maroni.
Da più parti si chiedevano più poteri ai sindaci, per combattere la micro-criminalità, per non "sentirsi impotenti davanti alle richieste dei cittadini", ed eccoli qui i super-poteri ai nostri nuovi supereroi, finalmente si puniranno questi numerosi vigliacchi e criminali che riempiono le nostre strade, sfamatori di piccioni, piccoli teppistelli che costruite castelli di sabbia, arzilli vecchietti che avete il coraggio di usare l'infernale tagliaerba nel week-end siete avvisati, da ora in poi non ci sarà possibilità di sfuggire al pugno duro della legge.
E' davvero incredibile cosa si sono inventati, immagino gli inflessibili vigili di Eraclea: "Mi scusi signora, devo multare suo figlio perchè ha osato fare un castello di sabbia ostruendo il passaggio ai tranquilli ospiti del nostro comune"
"Ma mio figlio ha solo 4 anni, cosa ne può sapere"
"ah, è minorenne, in questo caso interverrà il Tribunale dei Minori per revocarle la patria potestà, signora lei sta educando un futuro terrorista"
Ieri the Indipendent ha messo in guardia i turisti inglesi con intenzione di passare le vacanze in Italia, attenti potreste incappare in multe di qualsiasi tipo per comportamenti assolutamente normali, non leggete i libri nei parchi a Vicenza, non bevete birra seduti a Bologna, non usate zoccoli a Capri, evitate i baci a Eboli (con Cristo si è fermato tutto il clero bigotto mi sa) non fumate in spiaggia a Is Arrutas (Olbia), sempre in spiaggia evitate di farvi massaggiare, su tutto il territorio nazionale. Ci vogliono far vivere in un recinto, controllare ogni momento della nostra vita, uniformare i nostri comportamenti. Mi chiedevo qualche mese dove poteva portare l'eccesso di deriva securitaria, le risposte sono due, al delirio come nei casi menzionati o a un ritorno al fascismo, alcuni sindaci in questo caso ne danno esempio, a Novara e Voghera dopo le 11 di sera vietato sostare nei parchi e sulle panchine per gruppi più grandi di tre persone, come nel regime, come 70 anni fa.
Fabrizio De Andrè- Canzone di Maggio
sabato 5 luglio 2008
La storia si ripete....ripetutamente
Ammanettato, le mani dietro la schiena, i piedi legati con filo di ferro. Nonostante fosse immobilizzato, «esercitavano sul tronco, sia salendogli insieme o alternativamente sulla schiena, sia premendo con le ginocchia, un'eccessiva pressione che ne riduceva gravemente le capacità respiratorie». Poi, «nonostante fosse ammanettato, continuavano a tenerlo in posizione prona per diversi minuti».
È così che, secondo la procura di Trieste, quattro poliziotti della Volante hanno provocato la morte di Riccardo Rasman, 34 anni, una pensione da invalido per atti di nonnismo subiti durante il servizio militare, e un monolocale in affitto dove non ha mai dormito. Un gigante buono, figlio di operai, e una sorella, Giuliana, che un giorno gli promise che nessuno gli avrebbe più fatto del male. Promessa disattesa il 27 ottobre 2006 quando gli agenti, allertati da un vicino di casa, fanno irruzione in casa sua. Nasce una colluttazione, mai negata dai poliziotti, ma giustificata «dall'intento di difendersi dalla reazione inconsulta di Rasman e nella convinzione di trovarsi nell'esercizio di un dovere».
Dopo quasi due anni di indagini e un'iniziale istanza di archiviazione, ora il caso Rasman sembra avviarsi verso il processo: qualche giorno fa il pm Pietro Montrone ha notificato ai quattro indagati l'avviso di conclusione dell'inchiesta, preludendo a una richiesta di rinvio a giudizio. Trieste come Ferrara. La fine di Riccardo ricorda la tragedia di Federico Aldrovandi, lo studente morto a 18 anni il 25 settembre 2005 dopo un intervento di polizia. Il processo di primo grado che vede imputati quattro agenti è prossimo alla sentenza. Casi apparentemente fotocopia. «Asfissia da posizione» la causa di morte per entrambi; per ognuno, quattro i poliziotti coinvolti di cui tre uomini e una donna; identico capo di imputazione: «omicidio colposo». E un avvocato in comune, Fabio Anselmo. 
Riccardo Rasman quando giocava a calcio
Solo coincidenze? «Le similitudini sono inquietanti — spiega il legale, chiamato, tramite gli Aldrovandi, dalla famiglia di Riccardo —, ma aldilà degli aspetti tecnici, colpisce che entrambe le vittime siano persone deboli, che non avrebbero mai fatto male a nessuno. Con un'unica colpa: aver fatto un po' di rumore». All'alba del 25 settembre di tre anni fa Federico urla e tira calci a vuoto quando una signora avverte il 113. Dopo l'intervento di una volante, muore ammanettato con la faccia sull'asfalto. Il 27 ottobre del 2006 Riccardo Rasman, una volta aspirante meccanico, ridotto a invalido dopo sette mesi in Aeronautica, tira petardi dal balcone perché è felice: ha trovato lavoro come netturbino. Una dirimpettaia avverte la polizia e il copione si ripete. Gli agenti sfondano la porta, Riccardo reagisce. Nessuno aspetta di sapere se per caso ha qualche problema psichico. Quando si appura che è in cura in un centro di salute mentale, è già troppo tardi: dopo botte, manette e rantolii, Riccardo smette di respirare, forse terrorizzato anche dalle uniformi, secondo la sorella. In cucina un biglietto, scritto prima dell'irruzione: «Mi sono calmato, per favore non fatemi del male».
Grazia Maria MottolaFonte: www.corriere.it
lunedì 16 giugno 2008
PAZ
Chissà come avrebbe disegnato questa Italia di oggi, perbenista e bigotta ...




Andrea Pazienza (San Benedetto del Tronto, 23 maggio 1956 – Montepulciano, 16 giugno 1988)
Ciao Paz
domenica 15 giugno 2008
mercoledì 11 giugno 2008
Questo post non ha senso
caro blogghetto, so che ti senti trascurato negli ultimi giorni, purtroppo è colpa della storia economica che non mi da tregua e di seghe mentali, con cui non voglio annoiarti tra anedoti sulla scadenza dello yogurt, o su presunte passioni per i criceti, preferisco tenerle per me e per chi riesce a capirmi in maniera inversamente proporzionale a quanto io faccia con i suoi pensieri, le sue scelte.
avrei bisogno di tranquillità, del teletrasporto e più sicurezza in me stesso oltre a tanto veleno per i topi che frequentano il mio scantinato.
Questo è una bozza di post qualche ora fa, in preda a paranoie esistenziali, poi, non ho continuato, sono uscito di casa, mi è bastato il sorriso di un bambino, il suo saluto gratuito, tornare a casa e leggere l'attestato di stima di un amico, riscoprire nel pomeriggio la mia passione per la storia, e tutto è tornaro a sorridermi. Mi rivoglio bene, o meglio ho solo smesso di pormi domande inutili a cui non posso avere risposte, che forse neanche mi interessano. Vivo da sempre di emozioni contrastanti, ho un umore che è sempre sulle montagne russe, non riesco a farlo stabilizzare su un piano neanche per pochi istanti, non conosco le mezze misure, felicità-tristezza, amore-odio, sono in perenne conflitto nel mio cervello.
Ho sempre pensato a una controindicazione dell'abuso di THC, ma ora che da due mesi non sento più bisogno di rollarmi 10 minuti di relax, ho capito che era solo una scusante alla mia instabilità psichica.
Mi ero promesso qualche tempo fa di smetterla di farmi problemi inutili, ci sono riuscito per qualche mese, poi ho passato due giorni a pensare troppo e ci sono ricascato, ma ormai mi sento troppo sicuro della mia volontà per non uscirne rafforzato ogni volta di più.
Non ho più voglia di scrivere, la musica mi distrae, il mio cervello ricorda le cause della rivoluzione dei prezzi, e i suoi effetti, questo esame mi sta devastando positivamente.
Ritorno a sorridere.
M@go
Don't panic- Coldplay
sabato 24 maggio 2008
What's the problem?
Roma, raid neonazista al Pigneto
Picchiato un extracomunitario
24 maggio 2008
E' stata uccisa e buttata in un pozzo
la 14enne scomparsa a Caltanisetta
13 maggio 2008
Ragazzo massacrato a Verona
confessa un ultrà neofascista
04 maggio 2008
Sedicenne sequestrata e violentata
Quattro giorni in mano agli aguzzini
20 maggio 2008
Ragazza violentata dal branco
Ventitré indagati per gli stupri
20 maggio 2008
Roma, aggressione omofobica
al Circolo "Mario Mieli"
17 aprile 2008
Vendetta dopo il tentato sequestro
Molotov e spranghe contro i rom
13 maggio 2008
Immigrati, attacco dalla Spagna
"In Italia politica xenofoba"
16 maggio 2008
Rifiuti, assalto al cuore di Napoli
raid e barricate, città sotto assedio
20 maggio 2008
Truffe alla Telecom e al comune
sette arresti e 40 denunciati
28 aprile 2008
Ravenna, muore sul lavoro
strangolato dall'escavatore
24 maggio 2008
Incidente sul lavoro, muore sulla A1
investito mentre tagliava l'erba
22 maggio 2008
Viterbo, brucia i capelli al coetaneo
Arrestato un quattordicienne
19 maggio 2008
Auto travolge e uccide due giovani
preso il pirata, non ha la patente
23 maggio 2008
Pedofilia, arrestato ex catechista
a Bologna si indaga su altri minori
24 maggio 2008
Mafia, otto anni per una sentenza
Il Csm non sospende il giudice
04 aprile 2008
"Così ho visto i poliziotti scatenati
picchiare donne e persone anziane"
24 maggio 2008
Abdwahad nasce già clandestino
a poche miglia da Lampedusa
23 maggio 2008
Il problema dell'Italia sono gli Immigrati
Clandestino - Manu Chao
sabato 10 maggio 2008
Due pesi e due misure
Al momento in cui scrivo, qualche migliaio di giovani si prepara per scendere in piazza a Torino per protestare contro la fiera del libro dedicata allo Stato di Israele e ai suoi 60 anni, senza ricordare che proprio da quel maggio '48 ad un altro Stato è stata negata l'esistenza, quella Palestina araba che da sempre esiste, al di là della sua esistenza giuridica.
Da tutte le parti sono arrivate accuse di intolleranza, di razzismo verso chi chiede il riconoscimento all'esistenza del popolo palestinese, addirittura il fascista Fini, allievo di Giorgio Almirante (firmatario nel 1938 del manifesto della razza, e secondo cui: "il razzismo è il più vasto e coraggioso riconoscimento di sé che l'Italia abbia mai tentato") ha detto che una bandiera israeliana bruciata valga più di una vita umana.
Io non riesco a capire l'ipocrisia delle persone, nelle settimane scorse tutti a dimostrarsi filo-tibetani (addirittura la Lega che organizza partite di calcio con i tibetani), contro l'invasore cinese che reprime la lotta di un popolo, senza ricordare che il Tibet fu conquistato dall'impero cinese nella prima parte del XVIII secolo e rimase in modo continuo parte della Cina fino ai giorni nostri, e senza sapere che il Tibet non viveva certo in modo democratico, visto che fino al 1959 monaci e aristocratici, trattavano pastori e contadini come schiavi, e avevano su di loro il diritto di vita e di morte. Con questo non voglio assolutamente difendere l'azione repressiva cinese, io credo nell'autodeterminazione dei popoli come fondamento per democrazia e giustizia, però quello che non riesco a capire è come si riescano a trattare casi similissimi tra loro in modo così diverso.
Israele gode di un'impunità che non ha eguali nel mondo, può non rispettare le risoluzioni dell'ONU senza conseguenze, può possedere armi atomiche, può permettersi di ammazzare donne e bambini quotidiniamente senza proteste ufficiali da parte di nessuno, può permettere di bloccare le vie di accesso dei territori palestinesi creando problemi gravissimi al rifornimento di beni primari alla popolazione civile.
Io non so se il boicottaggio sia stato giusto o meno, boicottare la cultura è una sconfitta, e forse anche un'altra occasione persa per il dialogo. Ma gli organizzatori hanno troppe colpe, più impegnati a eseguire ordini dei poteri forti che a cercare di organizzare una manifestazione che poteva essere un'incontro di pace, di dialogo tra due popoli, una Fiera del libro dedicata a Israele e alla Palestina.
Come ha detto Dario Fo aver dato spazio a uno solo dei paesi è stata l'ennesima sconfitta della speranza.
Rainin in Paradize - Manu Chao
venerdì 9 maggio 2008
9 maggio '78
Stop. E' il momento di fermarsi un attimo a pensare, quello che è stato il 9 maggio di 30 anni fa, moriva Aldo Moro, ucciso da piccoli borghesi che giocavano a far la rivoluzione, e da trame oscure non del tutto chiarite.
Nello stesso giorno, un'altra morte passava in silenzio, in quest'Italia convivente con il fenomeno mafioso, tra Cinisi e Palermo, Peppino Impastato, veniva fatto saltare in aria con un carica di tritolo su un binario ferroviario.
Stop. Troppe parole dette, troppe cose scritte, Stop. fermiamoci e ricordiamo.
Cento passi - Modena City Ramblers
venerdì 2 maggio 2008
Primo Maggio
Il blogger serio è quello che racconta quotidianamente quello che gli succede, le sue senzazioni, le sue avventure, io non lo sarò mai un blogger serio, troppo impegno concentrato.
Ieri sono stato a Roma, il 5° primo maggio in piazza San Giovanni negli ultimi sei anni, ormai un veterano. In realtà non volevo andarci, troppo stress, troppa falsa ipocrisia, troppe bandiere rosse di facciata, prive di un cuore.
Poi alla fine la monotonia perugina, e il consiglio che ricevo da più parti di prendermi in modo meno serio, mi hanno convinto a sobbarcarmi l'ennesima festa dei lavoratori di stress fisico.
Il treno preso al volo, il viaggio clandestino senza biglietto, il sentirsi parte di un qualcosa di bellissimo, la sbronza collettiva, gli incontri assurdi, i paesani, Charlie che fa il surf e Nina che vola, strani discorsi sul sesso e i suoi derivati, le 47 telefonate, il comunismo che non funziona, le 10 birre a 3 euro, la notte a Termini, il tipo del bagno che ti fa le foto-ricordo, paesani e ancora paesani, la barista cinese che si chiama Francesca, il caffè che costa più del cornetto, il ritorno in treno sempre senza biglietto, la vita di Costanza, la gente che guarda strano, la signora e i suoi aneddoti sulla guerra, il letto occupato, e la voglia di non dormire.
Tutto questo è stata la giornata di ieri, o meglio quello che ricordo. Giuro che è anche l'ultima volta, l'anno prossimo non ci ricasco.
M@go
Charlie fa surf- Baustelle
giovedì 24 aprile 2008
25 Aprile
Doveroso come tutti gli anni, un pensiero a quella che è la Pasqua della nostra Patria, risorta dopo 20 anni di negazione di libertà, accompagnati a morte, miseria e devastazione.
Per un giorno all'anno sono davvero orgoglioso di essere Italiano, di sapere che nel mio paese poco più di 60 anni fà, tanta gente scelse di lottare, contro un invasore, pur sapendo i pericoli a cui andava incontro, in nome di quella che Libertà di cui noi oggi godiamo.
Purtroppo il mio orgoglio, rimane solo per questa giornata, mentre si nasconde nei restanti 364, nascosto dietro un muro di vergogna per quella che è diventata la nostra povera Patria.
Patria umiliata tutti i giorni dalla presenza invasiva di basi straniere sulle nostre terre di pace, Patria umiliata dal razzismo dilagante, proprio nella nostra terra punto di emigrazione per decenni, dove ora la caccia all'immigrato (o anche al terrone a volte) sta diventando lo sport nazionale.
Patria che si abitua a convivere con la mafia e con le morti sul lavoro, Patria che si ribella solo quando ci fanno la discarica nel giardino di casa, ma in cui è scomparsa la solidarietà sociale.
Patria rappresentata da ministri che usano la bandiera per pulirsi il culo, e dove si parla apertamente di revisionare i libri di storia, perchè dopo tutto quando ti allei con Ciarrapico non puoi dire che i fascisti erano tanto male, non deportavano la gente nei campi di prigionia per reati politici, o per semplice rappresaglia sulla popolazione civile.
Viviamo senza memoria per quello che è stato il nostro passato, e non mi sorprenderei di vedere in un futuro non troppo lontano ritorni in grande stile di negazione di libertà democratiche.
Ricordare quotidianamente da cosa ci derivano le nostre libertà, e quali erano i valori che spingeva la gente a Resistere può essere un buon esercizio per evitare in futuro brutte sorprese.
Canti partigiani-Bella Ciao
martedì 15 aprile 2008
Io sono di Sinistra
Fanculo a te, che hai votato Berlusconi in cambio di favori personali
Fanculo a te, compagno che ti sei tappato il naso ed hai votato PD
Fanculo a te, che hai votato PD e ti consideri di sinistra
Fanculo alla Sinistra Italiana, che ha rinunciato alla falce e martello
Fanculo a Veltroni, e al suo si puo fare.... si puo fare di eliminare la Sinistra
Fanculo alle divisioni della Sinistra, e alle divisioni tra comunisti
Fanculo a
Questa è la bozza di un post scritto martedì mattina, appena sveglio con i miei occhi gonfi di lacrime, per i risultati che arrivavano della scomparsa della Sinistra italiana dal Parlamento Italiano, quel Parlamento simbolo della libertà di espressione, che il sangue di tante persone realmente di sinistra aveva contribuito a riformarsi dopo il triste ventennio.
Ora dopo due giorni sono un po meno incazzato, e cerco di analizzare quella che è stata una disfatta clamorosa, certamente ipotizzabile, anche se non di queste dimensioni.
Io sono stato il primo a boicottare la SA, non potevo certamente votare chi rinunciava alla propria storia, in nome di una presunta unità a sinistra con chi veniva da percorsi diversi.
Una Sinistra Arcobaleno, che ha disperso il suo elettorato, dove gli operai hanno faticato a riconoscersi, e che ha portato il proletariato a scegliere di schierarsi dalla parte dei padroni o di chi di fronte alle insicurezze degli ultimi tempi, alimenta l'odio tra le persone, di chi punta il dito contro gli immigrati, visti come il nemico, in una sorta di guerra tra poveri.
Sicuramente la colpa di questa debacle è da attribuire alla classe dirigente, alla sua incapacità di far valere le proprie ragioni all'interno dell'ultimo governo, alla sua mancanza di coerenza e alla sua incapacità di trovare soluzioni ai problemi reali del suo elettorato.
Però da oggi basta con il piangersi addosso, le colpe ci sono state da parte di tutti, ora bisogna ripartire, ripartire dalle persone, dalla base, cercando di superare le divisioni storiche e le polemiche inutili tra le varie anime della sinistra, capire quale è il vero nemico da combattere e finirla di spararsi merda addosso. C'è bisogno di dialogo tra tutti, tra comunisti, marxisti, trozkisti, rivoluzionari, pacifisti, ecologisti, progressisti, autonomi, disobbedienti, no-global, movimentisti, e chi più ne ha più ne metta.
Capire che questa frammentazione fa solo il gioco dei poteri forti. Mi chiedo se non sia possibile un progetto unitario, di tipo federale, formato da varie anime, con visioni su alcuni punti diverse, ma superabili se solo esista una piccola volontà comune, di cambiare realmente lo stato di cose presenti.
Ripartire dalla base, da chi soffre sulla propria pelle la violenza della precarietà, dei problemi legati alla casa, o che si oppone alla distruzione del proprio territorio.
Dimostriamo che, il fatto di non avere rappresentanti più o meno a noi ideologicamente vicini, in Parlamento, non vuole dire che la Sinistra in Italia non esista più, dimostriamolo da subito nelle piazze, tra le lotte operaie, e in ogni movimento.
Tocca a noi, a chiunque si consideri di Sinistra impegnarsi, per un nuovo progetto che non commetta gli errori del passato, una forza coerente con il suo passato, ma proiettata al futuro, a risolvere i problemi legati a questo imperialismo globalizzato.
lunedì 14 aprile 2008
martedì 8 aprile 2008
Esame elettorale
Ho appena deciso di non fare un esame, e sento il bisogno di scrivere qualcosa altrimenti mi incazzo troppo da solo, quindi quale argomento migliore per aumentare la mia rabbia se non parlare di uno stronzo.
Ieri quel grandissimo mafioso che non è altro Dell'Utri fa queste due dichiarazioni:
1)"Il fattore Vittorio Mangano, condannato in primo grado all'ergastolo, è morto per causa mia. Mangano era ammalato di cancro quando è entrato in carcere ed è stato ripetutamente invitato a fare dichiarazioni contro di me e Berlusconi. Se lo avesse fatto, lo avrebbero scarcerato con lauti premi e si sarebbe salvato. E' un eroe, a modo suo".
2)"I libri di storia, ancora oggi condizionati dalla retorica della Resistenza, saranno revisionati, se dovessimo vincere le elezioni. Questo è un tema del quale ci occuperemo con particolare attenzione".
Se fino a ieri ero dubitoso, sul votare o non votare, ieri pomeriggio dopo aver letto queste assurdità mi ha sfiorato addirittura il pensiero di votare PD (poi lo sguardo del Che mi ha fatto fatto ritornare in me).
Io non posso sopportare che in Italia ci siano certi politici, e sopratutto che nessuno dica niente, questo essere ignobile dovrebbe essere linciato in piazza da tanta gente comune onesta. Secondo il mio parere incazzato una persona del genere (condannato in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa) che santifica i mafiosi e parla di revisione della storia italiana, non merita che tutti i mali del mondo. Sono stanco di vivere in un paese dove non si capisce, l'importanza di certe dichiarazione e la loro pericolosità, perchè il Presidente Napolitano non interviene contro un candidato alle elezioni che si permette di infangare le tante persone che hanno lottato per la nostra libertà. I partigiani e i morti per mano mafiosa sono le figure più importanti della nostra storia recente.
Vorrei che tanta gente che vota questi signori si renda conto qual'è il loro concetto di libertà, libertà mafiosa e fascista, io non ci sto, tornerò a votare perchè credo che questo cancro italiano debba essere estirpato, non lo accetterei un governo con il pistolero Bossi, il mafioso Dell'Utri e il fascista Ciarrapico, sarebbe inaccettabile per tutta la società civile.
Voglio Berlusconi fuori dalla politica italiana, basta, non se ne può più, non riesco a capire come una persona così losca e mafiosa possa avere tanto consenso, queste frasi ignobili di Dell'Utri (suo braccio destro, per chi lo ignorasse) rappresentano proprio una dichiarazione di mafiosità. Come si fa ad affidare il futuro di un paese a un rappresentante della mafia??
Io non mi vergogno a dire che gioirò alla morte di Berlusconi , come per quella di Andreotti, come per Provenzano, Totò Riina, Giovanni Brusca e mafiosi vari, sarà la liberazione di un tiranno, e io festeggierò.
Chi si arricchisce facendo affari con la mafia non è un uomo e non merita nessun rispetto.
In un paese normale Berlusconi sarebbe dietro le sbarre, da noi è in corsa per divenire futuro Presidente del Consiglio, uno che ha comprato la Mondadori, la più grande casa editrice italiana corrompendo un giudice, corruzione per cui il suo amico Previti è stato condannato in primo grado. E' assurdo, io mi meraviglio della stupidità della gente, uno che fa affari con la mafia, corrompe i giudici, falsifica i bilanci, evade le tasse per milioni di euro, come possiate immaginare che possa governarvi in modo onesto????
Affidereste mai il paese a un galeotto????
In Italia questo è successo, e potrà risuccedere, allora il dubbio che mi assale è: voi elettori di Silvio siete anche voi gente disonesta? Siete anche voi in qualche modo favorevoli a una situazione in cui il Mezzogiorno d'Italia debba rimanere feudo dei clan mafiosi?
La mia risposta è si, considero dalle dichiarazioni di ieri di Dell'Utri ogni elettore del PDL un mafioso, o si è favore della mafia o si è contro, e chi si dice contrario non può permettere di dare il proprio voto a chi i mafiosi li vorrebbe santificare.
lunedì 7 aprile 2008
Fino a qui tutto bene
Questa è la storia di un uomo che cade da un palazzo di 50 piani:
mano a mano che cadendo passa da un piano all'altro il tizio per farsi coraggio si ripete:
fino a qui tutto bene,
fino a qui tutto bene....
Il problema non è la caduta ma l'atterraggio
domenica 23 marzo 2008
Lettera di Giorgiana
In questi giorni si è tornato a parlare tanto del G8 di Genova, di quello che è stato Bolzaneto, delle richieste ridicole per gli imputati tra le forze dell'ordine colpevoli di aver portato la nostra nazione 70 anni indietro, in uno stato di interruzione di democrazia.
Per chi come me ha ancora una ferita aperta che brucia, e che non si rimarginerà fino a quando i colpevoli pagheranno per le loro vili azioni, è stato un altro brutto colpo. Anche se poi non ci spero più di tanto, voglio che questa gente paghi in modo pesante tutta l'arroganza e la violenza che ha sconvolto tante vite in quei maledetti giorni di speranza perduta.
Io voglio ricordare quello che è stato Genova per tanti ragazzi, che oltre le violenze, hanno creduto veramente di poter far cambiare verso alla storia. Ragazzi a cui nessuno mai spiegherà di cosa sono stati responsabili per avere dovuto subire sulla propria pelle tutta quella violenza gratutita. Riesco a trovare solo una spiegazione a tutta quella repressione, la paura che avevano i padroni del mondo di tanta vitalità, così tanta voglia di cambiare il mondo, la speranza che poteva trasformarsi in realtà. Tutta quella gioventù, così diversa ma unita, nello stesso tempo, avrà fatto venire i brividi a chi comanda il mondo a suon di bombe inteliggenti e guerra preventiva.
E la risposta come sappiamo, purtroppo è stata brutale.
Voglio farvi leggere una lettera che inviò una ragazza di 17 anni al caro vecchio Zio Jack, e presa dal libro "Jack l'uomo della Folla". Seconde me racchiude tutto quello che è stato veramente il controvertice, la speranza, la voglia di cambiare, di sentirsi liberi e la risposta del potere minacciato da tanta bellezza.
"Caro Jack, ti racconto una storia che mi è capitata questa estate. Mio padre mi ha lasciato partecipare alla manifestazione contro il G8 dietro mia stressante richiesta. Gli ho ricordato la mia promozione in quinta con la media dell'otto, gli ho promesso di non chiedergli soldi fino a ottobre, e lui alla fine ha ceduto. A Genova ho conosciuto Martin, un ragazzo tedesco. Ha gli occhi marini, Jack, e io che sono nata in pianura ci annegavo dentro. Martin ha 25 anni, è di Francoforte. Mi ha parlato molte volte, in un inglese sdrucciolo, secco, delle stesse cose di cui mi parli tu, in un modo molto simile, e ogni tanto ci sparavamo in faccia un titolo di uno dei tuoi dischi della vita, e lo cantavamo insieme. Durante questi giorni a Genova mi innamorai di lui così perdutamente, che decisi di regalargli la mia 'prima volta'. Manifestammo, cantando canzoni dei Beatles e di Manu Chao con le mani dipinte di bianco. C'erano ragazzi di ogni parte del mondo. Scandivamo gli slogan contro i talebani, Jack, noi per primi, perchè lo avevamo trovato su Internet, perchè lo avevamo sentito, anche da te. Dentro la zona rossa però, la parola talebani non arrivava. Quegli otto signori, che io rispetto e che ancora con forza considero i miei rappresentanti, non ci ascoltavano.
Mio padre tenne un diario in quel primo giorno di G8, Jack. Te ne trascrivo una piccola parte. "La cosa più agghiacciante sono i giornalisti inviati. Con gli occhi fissi al monitor, sperando che accada qualcosa al più presto, un fermato, un ferito, una battaglia da riprendere. Non vedono l'ora di inscatolare la rivoluzione e servirla a cena con il TG. E gli scontri per fortuna tardano ad arrivare, lasciando questi sanguinari predatori pietisti con la bava alla bocca e gli occhi tristi, un po' delusi per l'assenza di sangue. Giorgiana, ho paura."
Jack io so che tu sai perchè mio padre mi ha chiamata così... Ma io ero al sicuro, Il giorno dopo mio padre mi raccontò al telefono degli scontri, però io non ci pensavo. Ero capitata in posti sempre tranquilli. Martin mi guidava. Sapeva tutto della città, e capiva con uno sguardo se era il caso di muoversi in una strada o in un vicolo. Non ci è successo mai nulla. L'ultima sera mangiammo pizza seduti sul marciapiede e andammo a dormire insieme in una scuola-ricovero. Allungammo i nostri sacchi a pelo nell'angolo più buio del corridoio. C'erano candele accese, i ragazzi fumavano e chiacchieravano in quel nuovo esperanto che abbiamo inventato in questi anni; parlavano di Carlo, parlavano del futuro. Io e Martin ci baciammo a lungo, quella sera. Mi spogliai nel sacco a pelo e mi diedi a lui, perdutamente, al suono delle chitarre. E poi, a un tratto, arrivò la Polizia."
martedì 11 marzo 2008

Mi sento come Dorando Pietri, all'ingresso dello stadio Olimpico di Londra, con la vista annebbiata dalla fatica e la pelle ricoperta da quella patina di sudore grondande misto a polvere, le gambe con reggono più e il bisogno di un aiuto da parte dei giudici per tagliare il traguardo.
Due mesi a Perugia non sono mai stati così lunghi, un lungo inverno e ora arrivato alla soglia della primavera sento di aver bisogno di un aiuto per sopportare la pesantezza degli ultimi giorni di freddo perugino, non solo a livello di temperatura, ma sopratutto di rapporti umani.
Vedo la vita come una serie di cicli, che si aprono e prima o poi si chiudono, in modo felice o meno. Nella mia esperienza ne posso trovare diversi, il primo sicuramente, l'infanzia spensierata, che si chiude con la presa di coscienza che il mondo non è certo quello perfetto che vuole venderci la pubblicità.
Il secondo ciclo, l'adolescenza, le prime esperienze, le prime ragazze, le prime canne, le prime sbronze, l'amicizia, la sensazione che avendo al proprio fianco quelli Amici, nulla mi poteva succedere, eravamo noi, e tutto il resto non contava.
Poi passa il tempo, la gente cambia, i rapporti cambiano, ognuno impara determinate cose dalla vita, mette al primo posto nella scala di valori alcune cose che per altri non contano e anche questo ciclo si chiude, più o meno al mio primo anno perugino, la lontananza ma non solo, aveva modificato irremediabilmente qualcosa di perfetto.
Il terzo ciclo è quello che sto vivendo e che volge al termine lentamente in questi ultimi mesi, Perugia, la mia libertà, io, ormeo, franco e zolfo, che vita signori, con tutte le nostre differenze, le nostre incomprensioni, ma sopratutto la nostra voglia di stare insieme. Ho passato l'anno più bello della mia vita, tra l'ottobre 2005 e l'estate 2006, e risistemando vecchie foto mi sono accorto di quanto mi manca quel 2 singole e una doppia in via bottinelli 17.
Poi purtroppo ognuno prende la sua strada, piano a piano tutto cambia, e anche questo cerchio va a chiudersi, e come san giovanni nell'estate della maturità, anche perugia ora mi sembra troppo piccola, stessa necessità di fuga da qui come da me stesso.
In fine ci sarebbe una quarta circonferenza, che per il momento è solo un puntino e che ha bisogno di 4 braccia per essere disegnata, disegno libero senza compasso. Il compasso li chiude i cerchi, la matita puo anche decidere di cambiare disegno, e un disegno non sente il bisogno di chiudersi.
M@go
Vicenza - La democrazia a suon di botte del PD
Giornata decisamente infelice, proprio ieri infatti, si è verificato un gravissimo incidente all’oleodotto militare che da Pisa porta il cherosene ad Aviano. Decine di ettolitri di liquido che si sono riversate nei fiumi Astichello e Bacchiglione e che probabilmente hanno inquinato le falde acquifere.
I cittadini del Presidio permanente No Dal Molin si erano dati appuntamento davanti all’Assessorato alla Cultura per ricordare a Veltroni, che nei giorni scorsi rispetto alla questione Dal Molin aveva auspicato il passaggio dalle polemiche ad una costruzione condivisa delle scelte, che questa condivisione con i cittadini vicentini non c’è mai stata.
Quando 2 attivisti, in maniera assolutamente pacifica, sono saliti sul pullman per cercare di parlare con Veltroni sono stati malmenati violentemente dalle forze dell’ordine e uno di loro è stato portato in Questura. Quando anche gli altri manifestanti si sono avvicinati botte anche per loro.
E’ questa la democrazia del Partito Democratico?
Come hanno scritto in un comunicato del presidio permanente No Dal Molin "la democrazia non è uno slogan ma una pratica quotidiana costruita da donne e uomini; quelle donne e quegli uomini che non vogliono salire nel suo pullman a cinque stelle, ma che costruiscono partecipazione e condivisione nei quartieri della propria città".
La democrazia non si fa a suon di botte.
Fonte: www.globalproject.info
sabato 8 marzo 2008
Effetto Seppia. Rispondo a tutti quelli che mi hanno chiesto il motivo di questo nome.
Bha, principalmente mi è stato suggerito dal fido coinquilino che dopo un ora di silenzio pomeridiano, si sveglia improvviso dal suo letargo mentale, mi guarda e dice: "Effetto Seppia", e torna nel suo mondo di macachi volanti. Io lo guardo un po' stranito, ma l'idea è buona, e non me la lascio sfuggire.
L'effetto seppia mi fa venire in mente una vecchia fotografia, di non ricordo quale precisato parente, con un vestito elegante affittato per l'occasione, in quell'Italia di 60 anni fa o forse più, povera ma orgogliosa.
Quindi l'effetto seppia, per non dimenticare il passato, perchè dalle esperienze, si impari sempre qualcosa, dalla storia umana, così come da quella personale.
E poi la seppia è perfetta, mi presta il suo inchiostro nel mio blog e chiede solo di utilizzarlo al meglio, vista la sua difficoltà a farlo fluire in una Bic.
Userò il mio spazio per parlare liberamente passando da argomenti seri e impegnati, a i miei scleri personali.
Parlerò di quest'Italia malata, dove è possibile essere uccisi senza motivo dai tutori dell'ordine, o rischiare quotidianamente la vita sul posto di lavoro, l'Italia che dimentica la sua storia, fatta di oppressione e grandi risvegli popolari. Italia, ma non solo, anche tante piccole o grandi storie di drammi umani in giro per le terre martoriate della terra, dalla Palestina al Chapas.
Naturalmente io non sono obbiettivo, io ho la mia visione della società, in contrasto con il pensiero dominante, quindi non chiedo a nessuno di essere d'accordo con me, i miei post sono criticabilissimi e spero solo siano spunto di qualche riflessione.
Un saluto seppioso
m@go
giovedì 6 marzo 2008

Inutile scrivere post inutili quando si ha la testa priva di pensieri inteliggenti. Sono in fase di trasloco, per chi capita visitate il mio caro vecchio blog http://vincezlnmago85.spaces.live.com/.
Per il primo post aspettate il mio cervello che si sveglia dal letargo.
Un Saluto
M@go


