martedì 9 marzo 2010

ode al galoppino

L'uomo di Corte è senz'ombra di dubbio il prodotto più bizzarro di cui dispone la specie umana. Si tratta di un animale anfibio, che spesso assomma in sé ogni sorta di contraddizione. Un filosofo danese paragona il cortigiano a quella statua composta da diversi materiali che Nabuccodonosor vide una volta in sogno. Egli dice: "la testa del cortigiano è di vetro, i capelli sono d'oro, le mani di peceresina, il corpo di gesso, il cuore è metà di ferro e metà di fango, i piedi di paglia e il sangue composto da acqua e argento vivo".
[...]
Un buon cortigiano non deve mai avere un'opinione personale ma solamente quella del padrone o del ministro, e deve saperla anticipare facendo rigorso alla sagacia; ciò presuppone un'esperienza consumata e una profonda conoscenza del cuore degli uomini.
Un buon cortigiano non deve mai avere ragione, non è in nessun caso autorizzato ad essere più brillante del suo padrone o di colui che gli dispensa benevolenze, deve tener ben presente che il Sovrano e più in generale l'uomo che sta al comando non ha mai torto.
Il cortigiano ben educato deve avere uno stomaco tanto forte da digerire tutti gli affronti che il suo padrone vorrà infligergli. Fin dalla più tenera età deve imparare a dominare la propria fisionomia, per evitare che i suoi tratti tradiscano i moti segreti del cuore o che rivelino un'involontaria contrarietà che un abuso subito potrebbe insinuarvi. Per vivere a Corte è necessario un dominio assoluto dei muscoli facciali, al fine di ricevere senza battere ciglio le peggiori mortificazioni. Un individuo rancoroso, dal brutto carattere o suscettibile non riuscirà mai a fare carriera.
[...]
La nobile arte del cortigiano, l'oggetto essenziale della sua cura, consiste nel tenersi informato sulle passioni e i vizi del padrone, per essere in grado di sfruttarne il punto debole: a quel punto sarà cero di detenere la chiave del suo cuore. Gli piacciono le donne? Bisogna procurargliene. è devoto? Bisogna diventarlo o fare l'ipocrita. è di temperamento ombroso? Bisogna instillargli sospetti riguardo a tutti coloro che lo circondano. è pigro? Non bisogna mai pargargli di lavoro; in poche parole, lo si deve servire secondo i suoi desideri e soprattutto adularlo continuamente. Se è uno stupido non si rischia nulla a prodigargli lusinghe anche del tutto ingiustificate, ma se per caso - si tratta in verità di un'eventualità remotissima- fosse arguto o di buon senso, sarebbe opportuno prendere qualche precauzione.
[...]
Il vero cortigiano è tenuto, come Arlecchino, ad essere amico di tutti, ma senza ammettere la debolezza di affezionarsi a chicchessia; costretto a soggiogare anche l'amicizia e la sincerità, il suo attaccamento sarà riservato all'uomo al comando fino al momento in cui questo perde il potere. è necessario odiare senza por tempo in mezzo chiunque abbia contrariato il padrone o il favorito di turno.

Da "Saggio sull'arte di strisciare ad uso dei Cortigiani" di Paul H. D. d'Holbach, 1813

lunedì 15 febbraio 2010

Straniero nella sua città

Leggo l'Internazionale da un po' di tempo, da due mesi ho deciso anche di abbonarmi. me lo consigliò un mio prof al primo anno di università, l'ho comprato la prima volta dopo quattro anni, colpa del mio concetto di lavorare con lentezza e della mia pigrizia cronica che mi impone sempre di rimandare a domani quello che potresti fare oggi. leggo l'Internazionale perché mi fa sentire informato sul mondo e meno ignorante. leggo l'Internazionale perché ci trovo articoli come questo è mi incazzo un po' e rifletto sul sistema iniquo in cui viviamo, in cui diritti derivano dall'essere proprietario di un attestato di nazionalità e non semplicemente perché siamo vivi, esseri umani pensanti. leggo l'Internazionale perché dà voce a giornalisti scomodi come Amira Haas, capaci di criticare il proprio paese in maniera forte ma allo stesso tempo con gentilezza e pacatezza di toni. semplicemente raccontando piccole storie di soprusi quotidiani in quella piccola striscia di terra che è la cosiddetta West Bank o Cisgiordania che dir si voglia.


Ho scoperto il servizio di catering perfetto, da consigliare a chiunque non abbia il tempo di cucinare per gli ospiti: il negozio di pasta fresca Umm Elias. È stato Elias a parlarmi della piccola attività della madre, che è di origini armene: i genitori e i nonni si trasferirono in Palestina negli anni venti del secolo scorso dopo essere sopravvissuti al genocidio in turchia.
Non conosco Elias personalmente. Ci siamo parlati solo al telefono: io da casa, lui da un carcere israeliano dove sono rinchiusi gli stranieri sorpresi senza visto. Presto sarà espulso. Ma Elias non è uno “straniero”. È nato quarant’anni fa nella città vecchia di Gerusalemme. Dopo l’annessione del 1967 è diventato un “residente permanente”: uno status che si applica a chi si trasferisce in un paese senza prenderne la cittadinanza. Molti palestinesi hanno rifiutato di diventare cittadini dello stato occupante e sono rimasti residenti: una posizione debole, che dal 1995 le autorità israeliane non riconoscono più. Così molti palestinesi sono stati costretti a lasciare la città (e il paese). Elias ha vissuto alcuni anni negli Stati Uniti, ma dopo l’11 settembre 2001 ha deciso di tornare. Per rientrare ha usato un documento di viaggio statunitense su cui era stampato un visto turistico israeliano: un turista nella sua terra. Quattro anni dopo, nel gennaio 2010, a un posto di blocco a sud di Ramallah un soldato ha sequestrato il suo documento d’identità e lo ha arrestato. Un bravo avvocato sta seguendo il suo caso. Pochi giorni fa un giudice ha ordinato il suo rilascio su cauzione. Il prossimo passo sarà rivendicare il diritto di Elias di vivere nella sua città natale.

sabato 23 gennaio 2010

ho bisogno di uno stregone voodoo, di una vegente, di un muezzin, di un un sacerdote azteco, di un monaco tibetano, di un prete ortodosso greco
ho bisogno di un psicologo, di un antropologo di un andrologo e di leggere no logo

ho bisogno di una giornata di sole
ho bisogno di svegliarmi la mattina e sentire il profumo del mare
ho bisogno del mio sud
ho bisogno di viaggi nei sud del mondo
ho bisogno di trattarmi con più cura, di un libro di cucina e di amare la letteratura
ho bisogno di abbracci sinceri e di un igloo in cui tenere caldi i miei pensieri

ho bisogno di abbattere muri e spaccare porte
ho bisogno di urlare forte
ho bisogno di utopia in cui credere e per cui lottare
ho bisogno di fuoco per vedere ipocrisia e perbenismo bruciare
ho bisogno di imparare a volare come una mosca non ho bisogno di essere uccello, il cielo non mi interessa quello riguarda i potenti, io ho bisogno di essere una mosca per ronzare nelle loro menti

ho bisogno di una tartaruga ho bisogno di una farfalla ho bisogno di una beluga
ho bisogno di tornare a parlare al mondo
ho bisogno di tempo

giovedì 4 dicembre 2008

Ora che è tutto finito, che un brutto periodo è alle spalle, che mi sento la testa 20 kg più leggera, e che ho smesso di non vivere, finalmente sorrido di nuovo con naturalezza. Sono di nuovo felice, forse lo sono stato anche in questi ultimi 3 mesi, e semplicemente non ne me sono accorto, ma ora mi sento di nuovo di sorridere alla vita, e anche questo piccolo post insignificante mi sembra qualcosa di bello. Il merito è anche TUO che mi fa disperare e tornare a sorridere, con piccole e semplici parole, con i tuoi sguardi e i tuoi gesti che tornano a volermi bene. Non ho certezze ma mi sento felice lo stesso, ritorno a vivere pensando al presente, tenendo bene in mente il passato ma senza voler conoscere il futuro, ciò che mi aspetta dipenderà da cosa sto facendo, quindi meglio concentrarsi nel vivere!

sabato 1 novembre 2008


Sento di aver paura della solitudine


giovedì 28 agosto 2008

Nella mia ora di libertà

Di respirare la stessa aria
di un secondino non mi va
perciò ho deciso di rinunciare
alla mia ora di libertà

se c'è qualcosa da spartire
tra un prigioniero e il suo piantone
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione
che non sia l'aria di quel cortile
voglio soltanto che sia prigione.

È cominciata un'ora prima
e un'ora dopo era già finita
ho visto gente venire sola
e poi insieme verso l'uscita

non mi aspettavo un vostro errore
uomini e donne di tribunale
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci so stare
se fossi stato al vostro posto...
ma al vostro posto non ci sono stare.

Fuori dell'aula sulla strada
ma in mezzo al fuori anche fuori di là
ho chiesto al meglio della mia faccia
una polemica di dignità

tante le grinte, le ghigne, i musi,
vagli a spiegare che è primavera
e poi lo sanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera
e poi lo scanno ma preferiscono
vederla togliere a chi va in galera.

Tante le grinte, le ghigne, i musi,
poche le facce, tra loro lei,
si sta chiedendo tutto in un giorno
si suggerisce, ci giurerei
quel che dirà di me alla gente
quel che dirà ve lo dico io
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio
da un po' di tempo era un po' cambiato
ma non nel dirmi amore mio.

Certo bisogna farne di strada
da una ginnastica d'obbedienza
fino ad un gesto molto più umano
che ti dia il senso della violenza
però bisogna farne altrettanta
per diventare così coglioni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni
da non riuscire più a capire
che non ci sono poteri buoni.

E adesso imparo un sacco di cose
in mezzo agli altri vestiti uguali
tranne qual'è il crimine giusto
per non passare da criminali.

C'hanno insegnato la meraviglia
verso la gente che ruba il pane
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame
ora sappiamo che è un delitto
il non rubare quando si ha fame.

Di respirare la stessa aria
dei secondini non ci va
e abbiamo deciso di imprigionarli
durante l'ora di libertà
venite adesso alla prigione
state a sentire sulla porta
la nostra ultima canzone
che vi ripete un'altra volta
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.

Per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti.




Nella mia ora di libertà-Fabrizio De Andrè

lunedì 18 agosto 2008

L'estate è la mia stagione preferita, mi piace lamentarmi per il caldo, stendermi all'ombra per lunghe riflessioni, e poi il sole e il mare portano felicità nelle mie giornate. Devo ammettere però che proprio questo periodo dell'anno nasconde molti pericoli, la calura può portare stress alla testa, e in alcuni casi le cervella friggono come uova in una colazione anglosassone.
Voglio incolpare l'estate particolarmente calda per comprendere cosa sta accadendo al numerosi primi cittadini del nostro Bel Paese, incoraggiati dal decreto sicurezza del leghista Maroni.
Da più parti si chiedevano più poteri ai sindaci, per combattere la micro-criminalità, per non "sentirsi impotenti davanti alle richieste dei cittadini", ed eccoli qui i super-poteri ai nostri nuovi supereroi, finalmente si puniranno questi numerosi vigliacchi e criminali che riempiono le nostre strade, sfamatori di piccioni, piccoli teppistelli che costruite castelli di sabbia, arzilli vecchietti che avete il coraggio di usare l'infernale tagliaerba nel week-end siete avvisati, da ora in poi non ci sarà possibilità di sfuggire al pugno duro della legge.
E' davvero incredibile cosa si sono inventati, immagino gli inflessibili vigili di Eraclea: "Mi scusi signora, devo multare suo figlio perchè ha osato fare un castello di sabbia ostruendo il passaggio ai tranquilli ospiti del nostro comune"
"Ma mio figlio ha solo 4 anni, cosa ne può sapere"
"ah, è minorenne, in questo caso interverrà il Tribunale dei Minori per revocarle la patria potestà, signora lei sta educando un futuro terrorista"

Ieri the Indipendent ha messo in guardia i turisti inglesi con intenzione di passare le vacanze in Italia, attenti potreste incappare in multe di qualsiasi tipo per comportamenti assolutamente normali, non leggete i libri nei parchi a Vicenza, non bevete birra seduti a Bologna, non usate zoccoli a Capri, evitate i baci a Eboli (con Cristo si è fermato tutto il clero bigotto mi sa) non fumate in spiaggia a Is Arrutas (Olbia), sempre in spiaggia evitate di farvi massaggiare, su tutto il territorio nazionale. Ci vogliono far vivere in un recinto, controllare ogni momento della nostra vita, uniformare i nostri comportamenti. Mi chiedevo qualche mese dove poteva portare l'eccesso di deriva securitaria, le risposte sono due, al delirio come nei casi menzionati o a un ritorno al fascismo, alcuni sindaci in questo caso ne danno esempio, a Novara e Voghera dopo le 11 di sera vietato sostare nei parchi e sulle panchine per gruppi più grandi di tre persone, come nel regime, come 70 anni fa.


Fabrizio De Andrè- Canzone di Maggio