Fanculo a te, che hai votato Berlusconi in cambio di favori personali
Fanculo a te, compagno che ti sei tappato il naso ed hai votato PD
Fanculo a te, che hai votato PD e ti consideri di sinistra
Fanculo alla Sinistra Italiana, che ha rinunciato alla falce e martello
Fanculo a Veltroni, e al suo si puo fare.... si puo fare di eliminare la Sinistra
Fanculo alle divisioni della Sinistra, e alle divisioni tra comunisti
Fanculo a
Questa è la bozza di un post scritto martedì mattina, appena sveglio con i miei occhi gonfi di lacrime, per i risultati che arrivavano della scomparsa della Sinistra italiana dal Parlamento Italiano, quel Parlamento simbolo della libertà di espressione, che il sangue di tante persone realmente di sinistra aveva contribuito a riformarsi dopo il triste ventennio.
Ora dopo due giorni sono un po meno incazzato, e cerco di analizzare quella che è stata una disfatta clamorosa, certamente ipotizzabile, anche se non di queste dimensioni.
Io sono stato il primo a boicottare la SA, non potevo certamente votare chi rinunciava alla propria storia, in nome di una presunta unità a sinistra con chi veniva da percorsi diversi.
Una Sinistra Arcobaleno, che ha disperso il suo elettorato, dove gli operai hanno faticato a riconoscersi, e che ha portato il proletariato a scegliere di schierarsi dalla parte dei padroni o di chi di fronte alle insicurezze degli ultimi tempi, alimenta l'odio tra le persone, di chi punta il dito contro gli immigrati, visti come il nemico, in una sorta di guerra tra poveri.
Sicuramente la colpa di questa debacle è da attribuire alla classe dirigente, alla sua incapacità di far valere le proprie ragioni all'interno dell'ultimo governo, alla sua mancanza di coerenza e alla sua incapacità di trovare soluzioni ai problemi reali del suo elettorato.
Però da oggi basta con il piangersi addosso, le colpe ci sono state da parte di tutti, ora bisogna ripartire, ripartire dalle persone, dalla base, cercando di superare le divisioni storiche e le polemiche inutili tra le varie anime della sinistra, capire quale è il vero nemico da combattere e finirla di spararsi merda addosso. C'è bisogno di dialogo tra tutti, tra comunisti, marxisti, trozkisti, rivoluzionari, pacifisti, ecologisti, progressisti, autonomi, disobbedienti, no-global, movimentisti, e chi più ne ha più ne metta.
Capire che questa frammentazione fa solo il gioco dei poteri forti. Mi chiedo se non sia possibile un progetto unitario, di tipo federale, formato da varie anime, con visioni su alcuni punti diverse, ma superabili se solo esista una piccola volontà comune, di cambiare realmente lo stato di cose presenti.
Ripartire dalla base, da chi soffre sulla propria pelle la violenza della precarietà, dei problemi legati alla casa, o che si oppone alla distruzione del proprio territorio.
Dimostriamo che, il fatto di non avere rappresentanti più o meno a noi ideologicamente vicini, in Parlamento, non vuole dire che la Sinistra in Italia non esista più, dimostriamolo da subito nelle piazze, tra le lotte operaie, e in ogni movimento.
Tocca a noi, a chiunque si consideri di Sinistra impegnarsi, per un nuovo progetto che non commetta gli errori del passato, una forza coerente con il suo passato, ma proiettata al futuro, a risolvere i problemi legati a questo imperialismo globalizzato.
martedì 15 aprile 2008
Io sono di Sinistra
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2 commenti:
eeeeh, Vincè, te la prendi troppo, come al solito.
arriva Chiarina political-line.
non stiamo in parlamento? poco male... che senso avrebbe avuto mandare due, tre forse quattro dei "nostri" in parlamento a fare tornei di briscola e tresette, a vedere provvedimenti liberticidi che passano a colpi di maggioranza con la stessa placidità con cui scorre il tevere con tutta la sua m***a proprio nel centro di roma...
cerchiamo di andare oltre il "dobbiamo starci", oltre l' illusione della sinstra di lotta e di governo, che altro non è che una contraddizione ancora non superata. cambiamo linguaggio, cambiamo metodi di lotta, cambiamo la visione che abbiamo di noi, gente orgogliosamente di sinistra. non siamo gli stocazzo che crediamo di essere. il popolo non è bue e noi, con la nostra egemonia culturale che andiamo millantando da anni ormai non siamo più tanto affascinanti. mettiamoci in discussione per non rimanere solo testimonianza, l' ennesimo gruppetto di nostalgici che ci "crede" ancora. dico basta alla trasandatezza e alla ripetitività con cui viviamo le nostre giornate d' impegno. tra l' altro, è vero impegno? smettiamola di contarci, con l' ansia di sparire. tanto siamo ufficialmente in vacanza dalla bananissima democrazia italiana. sono stanca di cercare nemici, di lottare contro... ma quando ci daremo un traguardo in senso positivo? quando ci prenderemo davvero quello che ci spetta? se po fà tutto su sto mondo, anche farci sfasciare e fargli vedere come rinasciamo, più belli e forti di prima.
(se la carfagna diventa ministro, passo alle vie di fatto).
cmq nel post, tra le varie anime della sinistra hai dimenticato le femministe, brutto macho pugliese che altro non sei! :P
baci,
Chiara anonima
(un altro account? nooo basta..)
Chià mi dispiace ma le femministe al pari dei maschilisti non mi stanno tanto a genio!!
Cmq bella riflessione.
Un saluto
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